ACCESSO AGLI ATTI

1 – FONTI NORMATIVE E SENTENZE: Legge n. 241 del 1990, O.M. 21.5.2001 n. 90, D.P.R. n. 184/06, Freedom of information act – FOIA – (D. Lgs. 25 maggio 2016, n. 97); CONSIGLIO DI STATO – Sentenza 28 ottobre 2010 n. 7650; TAR LAZIO – Sentenza n. 13135 del 2009

2 – QUALI DOCUMENTI: compiti scritti, documenti relativi a scrutini intermedi e finali, verbali interrogazioni orali e verbali consigli di classe (per le sole parti che riguardano l’alunno e omissione dei dati di altri alunni), atti relativi all’Esame di Stato, documentazione scolastica di alunni da parte del genitore separato/divorziato non affidatario, ecc.

3 – REGOLAMENTO DELL’ISTITUTO PER ACCESSO AGLI ATTI

4 – MODALITÀ DI PAGAMENTO: versamento o marche da bollo?

5 – VERIFICHE SCRITTE. Le scuole potrebbero invitare i docenti, in sede di colloqui con i genitori, ad esibire le verifiche scritte, in modo da evitare una richiesta di accesso agli atti.

6 – SOGGETTI CHE POSSONO CHIEDERE L’ACCESSO AGLI ATTI. Il Freedom of information act – FOIA (decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97) permette a tutti i cittadini di visionare atti e documenti della pubblica amministrazione.

7 – RICHIESTA DI ACCESSO AGLI ATTI. L’accesso agli atti può avvenire informalmente, qualora gli stessi riguardino il solo alunno interessato, mentre deve avvenire formalmente nel caso in cui vi sia un contro-interessato (ad esempio altro alunno che ha sostenuto l’esame).

8 – DINIEGO DELLA RICHIESTA E MOTIVAZIONE. L’amministrazione può rifiutare la richiesta di accesso agli atti nel caso in cui il documento contenga dati personali (tutela della privacy). Ad esempio i genitori possono chiedere una copia della verifica del proprio figlio; non possono ottenere una copia delle verifiche svolte dai compagni del figlio.  Il rifiuto, in ogni caso, deve essere adeguatamente motivato dall’amministrazione.

9 – TERMINE. A seguito della richiesta, l’amministrazione ha l’obbligo di rispondere entro 30 giorni.

10 – PAGAMENTO DELLE COPIE. Le tariffe del rimborso spese per la riproduzione di atti sono determinate e aggiornate con deliberazione del Consiglio di Istituto in base dei seguenti criteri: costo della carta in bianco; costo della riproduzione, comprensivo dell’ammortamento della macchina e del costo del personale addetto; diritti di ricerca di archivio.

A titolo esemplificativo potrebbero essere applicate le seguenti tariffe per il rilascio di copia semplice del documento:

  • € 0,25 a facciata A4, per documenti che non necessitano copertura di dati di altri soggetti;
  • € 0,50 a facciata A4, per documenti che necessitano copertura di dati di altri soggetti;
  • € 0,50 a facciata A3, per documenti che non necessitano copertura di dati di altri soggetti;
  • € 0,75 a facciata A3, per documenti che necessitano copertura di dati di altri soggetti.

Qualora la richiesta di accesso agli atti comporti la notifica a controinteressati, i costi necessari alla notifica sono quantificati in € 10,00 a controinteressato (€ 2,00 per le notifiche indirizzate a personale in effettivo servizio presso l’Istituto); tali importi, comprensivi delle spese postali e dei costi amministrativi, sono a carico del richiedente l’accesso e potranno essere richiesti in anticipo per l’avvio del procedimento. Il pagamento dovrà essere effettuato tramite versamento alla Banca Cassiera dell’Istituto o sul Conto Corrente Postale, prima del ritiro delle copie.

11 – RECLAMO. I reclami contro gli esiti degli scrutini e degli esami devono essere presentati al Dirigente scolastico, che è il responsabile dell’atto conclusivo del procedimento. Il Dirigente, ricevuto e vagliato il reclamo, o lo accoglie o lo archivia. Nel primo caso, il DS invita l’organo collegiale a rivedere e correggere le anomalie riscontrate. Il Dirigente scolastico, sia nel caso di accoglimento che nel caso di archiviazione del reclamo, deve concludere il procedimento con atto espresso, ai sensi dell’articolo 2 comma 1 della legge 241/90.

Nel caso di reclamo avverso gli esiti degli esami di Stato conclusivi del II ciclo di Istruzione, laddove si ritenga necessaria una riconvocazione della commissione d’esame, il reclamo deve essere inviato dal Dirigente scolastico all’USR di competenza.

12 – ALTRI RIMEDI CONTRO IL DINIEGO DELL’ISTITUZIONE SCOLASTICA. In caso di assenza di motivazione o di rifiuto ritenuto ingiusto, il cittadino può ricorrere a una serie di rimedi:

  • ricorsi al Responsabile anticorruzione e al Difensore civico;
  • ricorso al Tar, il tribunale amministrativo regionale;
  • ricorso al Presidente della Repubblica.

Considerato che gli atti riguardanti la valutazione degli alunni, posti in essere dagli organi collegiali della scuola e dalle commissioni d’esame, sono atti definitivi, i ricorsi vanno presentati al TAR o al Presidente della Repubblica. L’impugnazione dei suddetti atti deve avvenire entro 60 giorni, qualora si decida di ricorrere al TAR oppure entro 120 giorni, nel caso in cui si decida di porre in essere un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. I 60 giorni, per il ricorso al TAR, e i 120 giorni, per il ricorso al Presidente della Repubblica, decorrono dalla data di pubblicazione degli esiti degli scrutini o degli esami.