BES E SOSTEGNO – DISABILITA’

 

1 – NORMATIVA. L. 104/92, L. 170/2010, D.M. n° 5669/2011, DIRETTIVA MINISTERIALE 27 DICEMBRE 2012, CIRC. MIUR 8/2013, D. Lgs 66/2017, DM n. 92 dell’8 febbraio 2019, D. Lgs 96/2019. Il decreto 92/2019, di integrazione e correzione del D.lgs. 66/2017, attuativo della legge 107/2015, è entrato in vigore il 12 settembre 2019.

2 – DEFINIZIONI. La Direttiva Ministeriale del 27/12/12 ricomprende problematiche diverse nell’area dei Bisogni Educativi Speciali (BES). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: la disabilità; i disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici e lo svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale.

  • Nella prima sottocategoria rientrano gli alunni con disabilità certificata ai sensi della L. 104/92. Solo in questo caso è prevista la presenza del docente di sostegno, per un numero di ore commisurato al bisogno.
  • La seconda sottocategoria riguarda i disturbi evolutivi specifici. La D.M. chiarisce che in essa rientrano non solo i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), diagnosticati ai sensi della L. 170/10, ma anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, dell’attenzione e dell’iperattività (ADHD). Per gli alunni con DSA è obbligatorio il ricorso ad un Piano Didattico Personalizzato (PDP) e l’utilizzo di strumenti compensativi e di misure dispensative che possano garantire il successo scolastico degli allievi.
  • La terza sottocategoria, infine, riguarda gli altri BES, cioè quegli alunni con svantaggio socioeconomico, linguistico o culturale. In questo caso, pur non essendo in presenza di una problematica certificata o diagnosticata ai sensi di una norma primaria e specifica di riferimento, si rileva un bisogno educativo speciale, generalmente limitato nel tempo, dovuto a situazioni molteplici e contingenti, che sono causa di svantaggio e, pertanto, richiedono per un certo periodo una particolare attenzione educativa. Si tratta ad esempio degli alunni di recente immigrazione, che non hanno ancora appreso la lingua italiana, oppure di allievi che si trovano in una situazione sociale, economica o culturale difficile, che comporta disagi molteplici nel regolare percorso scolastico. Anche in questo caso, come previsto dalla nota ministeriale n. 2563/13 si può ricorrere alla compilazione di un PDP ed a misure compensative e dispensative, qualora il consiglio di classe lo ritenga necessario per un certo periodo di tempo. In questo caso non è un obbligo ma una decisione collegiale dei docenti.

3 – DOCUMENTAZIONE CHE LA FAMIGLIA DEVE RICHIEDERE E VERBALE DI ACCERTAMENTO. Acquisita tutta la documentazione, ad oggi di competenza delle UONPIA territoriali e degli IRCCS accreditati, la famiglia dovrà presentare al collegio dell’ASST di residenza (Aziende Socio Sanitarie Territoriali LR n° 23 del 11 agosto 2015, e successive delibere) la richiesta di sottoporre l’alunno a visita per la predisposizione del Verbale di accertamento di disabilità ai sensi del DPCM 185/06.

La domanda per l’accertamento della disabilità va presentata all’INPS, che deve darvi riscontro non oltre 30 giorni dalla data di presentazione. Alla domanda presentata all’Inps si abbina il certificato, rilasciato dal medico curante, attestante la natura delle infermità invalidanti del richiedente.

Le Commissioni mediche, nel caso di accertamento della disabilità di persone in età evolutiva, sono così composte:

  • un medico legale, che assume le funzioni di presidente;
  • due medici specialisti, scelti fra pediatri, neuropsichiatri infantili o specialisti relativamente alla condizione di salute del soggetto;
  • un medico dell’INPS;
  • un assistente specialistico od operatore sociale, individuati dall’ente locale.

Le modifiche apportate alle Commissioni mediche per l’accertamento della disabilità in età evolutiva, ai fini dell’inclusione scolastica decorrono dal 1° settembre 2019.

4 – CONSEGNA ALLA SCUOLA DA PARTE DELLA FAMIGLIA DEL VERBALE DI ACCERTAMENTO E DEL PROFILO DI FUNZIONAMENTO. Il verbale di accertamento, ove contenesse il riconoscimento di disabilità, deve essere consegnato alla scuola presso cui è stata effettuata l’iscrizione. Il Dirigente Scolastico cura anche l’acquisizione dell’ulteriore documentazione necessaria per la formulazione del PEI dell’alunno (il profilo di funzionamento (PF) sostituisce, ricomprendendoli, la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale, a decorrere dal 1° settembre 2019.).

5 – PER QUALI ALUNNI E’ NECESSARIO RICORRERE ALLA PROCEDURA DI ACCERTAMENTO? La procedura di accertamento della condizione di disabilità sopra descritta riguarda tutti gli alunni di nuova individuazione fino a nuove disposizioni conformi con quanto determinato dal D. Lgs 96/2019, art. 4 – modifica all’art. 5 del D. Lgs 66/2017.

Sono esonerati da questo iter procedurale, ai sensi della nota MIUR 4902 del 19.09.2013, gli alunni con sindrome di Down. Per questi casi, ai fini dell’integrazione scolastica e dei diritti conseguenti, è sufficiente la certificazione rilasciata dai medici di base che verrà presentata a scuola.

Altre nuove certificazioni. L’accertamento collegiale è attualmente previsto anche per altre situazioni, quali ad esempio:

  • aggravamento della disabilità – tale condizione non potrà essere accertata solo da una relazione del clinico specialistico;
  • aggiornamento – passaggio da un ciclo di istruzione all’altro, in presenza di certificazione valida fino “al passaggio di ciclo” (l’accertamento non è necessario tra scuola primaria e secondaria di primo grado, vale a dire all’interno del primo ciclo d’istruzione; risulta invece necessario nel passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria, in quanto diverso ciclo, e fra scuola secondaria di primo grado e scuola secondaria di secondo grado). Nelle more degli esiti del rinnovo di certificazione, rispetto ai tempi tecnici necessari, prosegue ad aver valore la precedente documentazione;
  • altre situazioni particolari (es: precedente rinuncia della famiglia al sostegno didattico, sempre sostenuta da opportuna documentazione clinica; trasferimento da altra Regione in presenza di certificazione redatta su modulistica difforme da quella in uso in Regione Lombardia).

Il rinnovo dell’accertamento collegiale non è più previsto in presenza di modelli BH (alunni con disabilità certificata prima del 2007 prot. MIUR.AOODRLO R.U.7934 del 17/06/2015). In caso di passaggio da un grado di scuola ad un altro gli studenti certificati con modello BH non devono accedere nuovamente al Collegio in quanto l’accertamento riguarda solo gli alunni – con disabilità di nuova individuazione – inseriti nel circuito scolastico a partire dall’1/1/2007.

Per gli alunni che non devono rinnovare la certificazione, nel passaggio da un ordine di scuola a quello successivo, le scuole dovranno comunque acquisire agli atti i soli profili di funzionamento aggiornati. In questi casi, tale documentazione potrà essere utilmente analizzata dal Gruppo di Lavoro per l’Inclusione d’Istituto e dal Gruppo di Lavoro Operativo per la progettazione dell’intervento educativo, ma non dovrà essere inoltrata all’Ufficio inclusione dell’UST.

6 – TRATTENIMENTI/RIPETENZE SCUOLA DELL’INFANZIA E PRIMARIA. Il trattenimento alla scuola dell’infanzia di bambini in età dell’obbligo scolastico è da considerarsi assolutamente straordinario e deve riferirsi alla indispensabile condizione di disabilità certificata e/o di adozione, sia nazionale che internazionale. Per questo ultimo punto si rimanda alla Nota MIUR 547 del 21/2/2014 e alle Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati 2014. L’ambito ristrettissimo, entro il quale ci si muove (in deroga a norme esplicite), rende limitate le casistiche alle quali tale possibilità può essere applicata e implica l’assunzione di responsabilità da parte del Dirigente Scolastico che ha in carico l’adempimento dell’obbligo scolastico. Il trattenimento non può essere comunque reiterato oltre il primo anno. Per gli alunni di cui si ipotizza il trattenimento è necessario che la Scuola Statale, che ha il compito di curare l’adempimento dell’obbligo scolastico, acquisisca entro il 22/05/2020 i seguenti atti:

  • progetto educativo-didattico
  • delibera dell’organo collegiale
  • parere tecnico degli specialisti che hanno in carico il minore
  • assenso della famiglia.

In presenza di ciò il Dirigente scolastico della scuola primaria potrà o meno disporre in merito al trattenimento con motivato dispositivo depositato agli atti. La comunicazione di trattenimento dovrà essere inoltrata all’Ufficio Inclusione tramite la compilazione del form reperibile al link:

https://forms.gle/7Jzz2vDzcRHUmxMo9

e la contestuale trasmissione del solo modulo allegato, con firma del Dirigente Scolastico, entro la stessa data, all’indirizzo: handicap.milano@gmail.com .

In nessun caso per progetti di individualizzazione per alunni disabili le scuole possono prescindere dalle norme vigenti in materia di obbligo d’istruzione, di ripetenze plurime, di progressione debita della carriera scolastica.

7 – PROFILO DI FUNZIONAMENTO. Il profilo di funzionamento (PF) sostituisce, ricomprendendoli, la diagnosi funzionale e il profilo dinamico funzionale, a decorrere dal 1° settembre 2019. Il profilo di funzionamento è redatto dopo l’accertamento della disabilità, secondo i criteri del modello bio-psicosociale della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF). L’iter per la redazione del PF parte con l’invio all’unità di valutazione multidisciplinare, da parte dei genitori, della certificazione di disabilità. Il PF, dunque, è redatto dalla predetta unità di valutazione multidisciplinare, di cui al DPR 24 febbraio 1994, composta da:

  1. un medico specialista o un esperto della condizione di salute della persona;
  2. uno specialista in neuropsichiatria infantile;
  3. un terapista della riabilitazione;
  4. un assistente sociale o un rappresentante dell’Ente locale di competenza che ha in carico il soggetto.

Il profilo di funzionamento è redatto con la collaborazione dei genitori dell’alunno, nonché, nel rispetto del diritto di autodeterminazione, nella massima misura possibile, dello studente con disabilità, con la partecipazione del dirigente scolastico e di un docente specializzato sul sostegno didattico della scuola; è aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia, nonché in presenza di nuove e sopravvenute condizioni di funzionamento della persona; è trasmesso dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale alla scuola e all’ente locale competente, ai fini della predisposizione rispettivamente del PEI e del Progetto individuale, qualora questo venga richiesto.

Il profilo di funzionamento è il documento propedeutico alla redazione del PEI. Il profilo definisce anche le competenze professionali e la tipologia delle misure di sostegno e delle risorse strutturali necessarie per l’inclusione scolastica; evidenziamo che tali competenze non erano in precedenza riconosciute alla diagnosi funzionale e al profilo dinamico funzionale.

Il nuovo documento va aggiornato al passaggio di ogni grado di istruzione, a partire dalla scuola dell’infanzia. Può essere, inoltre, aggiornato in caso di nuove condizioni di funzionamento della persona disabile. Criteri, contenuti e modalità di redazione del PF saranno definiti in apposite Linee Guida, da adottare tramite un decreto del Ministero della Salute, di concerto con il Miur, con i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali, dell’economia e delle finanze, per gli affari regionali e le autonomie, sentito l’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica (introdotto dall’articolo 15 del decreto) e previa intesa in sede di Conferenza Unificata.

8 – PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO – PEI. Il Piano Educativo Individualizzato è elaborato e approvato dal Gruppo di Lavoro Operativo per l’inclusione. Il Piano Educativo Individualizzato è elaborato dai docenti contitolari della classe o dal Consiglio di classe. Partecipano alla redazione del PEI i genitori o chi ne esercita la responsabilità e le figure professionali specifiche interne ed esterne alla scuola, che interagiscono con la classe e con l’alunno disabile. Nell’ambito della redazione del PEI, i soggetti di cui sopra si avvalgono della collaborazione dell’Unità di valutazione multidisciplinare. Il PEI:

  • è redatto all’inizio di ogni anno scolastico, a partire dalla scuola dell’infanzia;
  • tiene conto della certificazione di disabilità e del Profilo di funzionamento;
  • è aggiornato in presenza di sopraggiunte condizioni di funzionamento della persona;
  • è soggetto a verifiche periodiche, nel corso dell’anno scolastico, per accertare il raggiungimento degli obiettivi e apportare eventuali modifiche.

Nel passaggio tra i diversi gradi di istruzione, compresi i casi di trasferimento fra scuole, i docenti dell’istituto di provenienza devono fornire agli insegnanti della scuola di destinazione tutte le informazioni necessarie a favorire l’inclusione dell’alunno disabile. Quanto ai contenuti, il PEI:

  • individua strumenti, strategie e modalità per realizzare un ambiente di apprendimento efficace in tutte le sue dimensioni: relazionale; della socializzazione; della comunicazione; dell’interazione; dell’orientamento e delle autonomie;
  • esplicita le modalità didattiche e di valutazione in relazione alla programmazione individualizzata;
  • definisce gli strumenti per l’effettivo svolgimento dell’alternanza scuola-lavoro, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione;
  • indica le modalità di coordinamento degli interventi in esso previsti e la loro interazione con il Progetto individuale.

Le nuove disposizioni di cui sopra si applicano a partire dall’anno scolastico 2019/2020.

9 – PROGETTO INDIVIDUALE. Il Progetto individuale è previsto dall’articolo 14, comma 2, della legge n. 328/2000. Il Progetto è redatto, su richiesta dei genitori, dal competente Ente locale sulla base del Profilo di Funzionamento. Nell’ambito della redazione del Progetto, i genitori collaborano con l’Ente locale. Il Progetto individuale va redatto su richiesta e con la collaborazione dei genitori o di chi ne esercita la responsabilità. Le prestazioni, i servizi e le misure, in esso previste, sono definite anche con la partecipazione di un rappresentante dell’istituzione scolastica interessata.

Il Progetto Individuale, come leggiamo nel succitato art. 14 della legge n. 328/2000 come modificato dal decreto, comprende:

  • il Profilo di Funzionamento;
  • le prestazioni di cura e di riabilitazione a carico del Servizio sanitario nazionale;
  • il Piano educativo individualizzato a cura delle scuole;
  • i servizi alla persona cui provvede il Comune in forma diretta o accreditata, con particolare riferimento al recupero e all’integrazione sociale;
  • le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale;
  • le potenzialità e gli eventuali sostegni per il nucleo familiare.

Le nuove disposizioni, di cui sopra, entrano in vigore dal 1° gennaio 2019.

10 – QUANTIFICAZIONE/RICHIESTA ORE DI SOSTEGNO. Il decreto di revisione del D.lgs. 66/2017 presenta alcune novità importanti rispetto al testo “originale”, prima fra tutte la competenza riguardante la quantificazione delle ore di sostegno, riassegnata al GLHO o meglio assegnata al Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione; tuttavia il GIT continua ad avere un ruolo in merito. La quantificazione delle ore di sostegno da richiedere all’USR sarà effettuata dai Gruppi di Lavoro Operativo per l’inclusione, istituiti a livello di istituzione scolastica, mentre la richiesta è inoltrata dal Dirigente scolastico. Una volta quantificate le ore di sostegno, la relativa richiesta complessiva dei posti di sostegno sarà inviata all’USR competente per territorio dal DS. L’invio va effettuato dal dirigente dopo aver raccolto le osservazioni e i pareri del GLI, sentito il GIT e tenendo conto delle risorse didattiche, strumentali, strutturali presenti nella scuola e della presenza di altre misure di sostegno.

Prima della revisione del succitato decreto 66/2017, la quantificazione delle ore era affidata proprio al GIT che non avrà più questo compito, ma svolgerà comunque un ruolo al riguardo. Il GIT, infatti, tra i suoi compiti, ha quello di confermare la richiesta inviata dal dirigente scolastico all’USR relativa al fabbisogno delle misure di sostegno oppure esprimere su tale richiesta un parere difforme. Nel testo non sembrano esserci conseguenze scaturenti da un eventuale parere difforme del GIT.

Le modifiche producono effetti dall’anno scolastico 2020/2021.

11 – ANNI TERMINALI E CERTIFICAZIONI. Negli anni terminali di ciascun ciclo scolastico, in ragione degli adempimenti connessi agli Esami di Stato, le certificazioni dovranno essere presentate entro il termine del 31 marzo, come previsto all’art.1 dell’Accordo sancito in Conferenza Stato-Regioni sulle certificazioni per i DSA (R.A. n. 140/2012).

12 – CONTINUITÀ DIDATTICA: DOCENTI DI RUOLO E NON. La continuità educativa e didattica per gli studenti con disabilità certificata è garantita dal personale della scuola, dal Piano per l’inclusione e dal PEI. La continuità educativo-didattica, dunque, non è legata al solo docente di sostegno, ma a tutto il personale scolastico che si relaziona con l’allievo/a disabile ed è frutto dell’azione progettuale della scuola. Le misure indicate nel decreto riguardano sia il personale docente della scuola nel suo insieme che i docenti di sostegno non di ruolo.

Ai docenti di sostegno precari è possibile rinnovare, su richiesta della famiglia, l’incarico di sostegno per l’anno scolastico successivo. Il rinnovo dell’incarico al docente precario specializzato è possibile solo in seguito alla valutazione, da parte del Dirigente scolastico, dell’interesse dell’alunno disabile e dell’eventuale richiesta della famiglia. La proposta di rinnovo, inoltre, può essere effettuata, fermo restando la disponibilità di posti, dopo le operazioni riguardanti il personale di ruolo e non prima dell’avvio delle lezioni. Le modalità attuative relative alla conferma del docente a tempo determinato sono definite con un apposito decreto Miur, anche apportando modifiche al Regolamento sulle supplenze (DM 131/2007).