UNA NUOVA MATERIA DALL’ A.S. 2020 – 2021: L’EDUCAZIONE CIVICA

NORMATIVA. L. 92/2019 “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”. DM n. 35 del 22/06/2020 “Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica”.

PERIODO DI SPERIMENTAZIONE DI ATTUAZIONE DELLE LINEE GUIDA E RUOLO DEL COLLEGIO DOCENTI. AGGIORNAMENTO DEL CURRICOLO DI ISTITUTO E DEL PTOF. Con il Decreto ministeriale n. 35 del 22 giugno 2020 sono state emanate le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.  Le Linee guida hanno lo scopo di supportare le Istituzioni scolastiche per una corretta attuazione dell’innovazione normativa che implica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 92/2019, una revisione dei curricoli di istituto per adeguarli alle nuove disposizioni. Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, ivi compresi i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, definiscono, in prima attuazione, il curricolo di educazione civica, tenendo a riferimento le Linee guida, indicando traguardi di competenza, i risultati di apprendimento e gli obiettivi specifici di apprendimento, in coerenza ed eventuale integrazione con le Indicazioni nazionali per il curricolo delle scuole dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione, nonché con il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari, e con le Indicazioni nazionali per i licei e le Linee guida per gli istituti tecnici e professionali vigenti. Il Collegio docenti deve quindi provvedere ad aggiornare il Curricolo di istituto e il PTOF. Infatti, nel rispetto e nella valorizzazione dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, le Indicazioni costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curricolare affidata alle scuole. Sono un testo aperto, che la comunità professionale è chiamata ad assumere e a contestualizzare, elaborando specifiche scelte relative a contenuti, metodi, organizzazione e valutazione coerenti con i traguardi formativi previsti dal documento nazionale. Ogni scuola predispone il curricolo all’interno del Piano dell’offerta formativa con riferimento al profilo dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, ai traguardi per lo sviluppo delle competenze, agli obiettivi di apprendimento specifici per ogni disciplina.

Gli Allegati B e C delle Linee guida individuano, rispettivamente, alcuni elementi di integrazione al Profilo delle competenze del primo ciclo, di cui alle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (d. m. 254/2012) e al Profilo educativo culturale e professionale dello studente al termine del secondo ciclo di istruzione (allegato al d. lgs. 226/2005).

Una prima attuazione triennale è quella prevista per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Periodo nel quale le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione, ivi compresi i Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dovranno definire in prima attuazione, il curricolo di educazione civica, tenendo a riferimento le Linee guida. Le Linee guida pertanto svolgono elemento di indirizzo, di orientamento. Sarà cura del collegio dei docenti quello di dover integrare i criteri di valutazione degli apprendimenti allegati al Piano triennale dell’offerta formativa con specifici indicatori riferiti all’insegnamento dell’educazione civica, al fine dell’attribuzione della valutazione di cui all’articolo 2, comma 6 della legge 20 agosto 2019, n. 92. Nell’Allegato A si specifica chiaramente che il Collegio dei Docenti, nell’osservanza dei nuovi traguardi del Profilo finale del rispettivo ciclo di istruzione, definiti nelle presenti Linee Guida -Allegati A, B e C che ne sono parte integrante-provvede nell’esercizio dell’autonomia di sperimentazione di cui all’art.6 del D.P.R. n.275/1999, ad integrare nel curricolo di Istituto gli obiettivi specifici di apprendimento/risultati di apprendimento delle singole discipline con gli obiettivi/risultati e traguardi specifici per l’educazione civica utilizzando per la loro attuazione l’organico dell’autonomia.

PERIODO DI SPERIMENTAZIONE AL TERMINE DEL QUALE VERRANNO ELABORATI DAL MI (Ministero dell’istruzione) TRAGUARDI DI COMPETENZE E DI OBIETTIVI SPECIFICI DI APPRENDIMENTO NAZIONALI. Le Linee guida non intervengono nella individuazione immediata di nuovi traguardi di competenze e di obiettivi specifici di apprendimento, che vengono rimessi, in via di prima applicazione, per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, alla definizione delle scuole, nell’ottica della valorizzazione della loro autonomia, ai sensi dell’articolo 6 del DPR 275/1999. Pertanto le istituzioni scolastiche potranno individuare traguardi e obiettivi specifici per ogni periodo didattico e per ogni indirizzo di studio sui quali sarà espressa la valutazione dell’insegnamento dell’educazione civica. Al termine del periodo di sperimentazione i contributi propositivi delle scuole saranno validati per poter individuare e definire traguardi di competenze e obiettivi di apprendimento nazionali.

MODIFICA DEL PTOF. Entro il mese di ottobre il Collegio docenti deve provvedere all’aggiornamento del PTOF. Devono essere definiti gli obiettivi di apprendimento sulla base delle succitate tematiche. Queste sono le eventuali principali modifiche da apportare all’interno del PTOF:

  • illustrare l’afferenza degli obiettivi specifici di apprendimento alle tematiche indicate, ferma restando per il secondo ciclo di istruzione, la necessità di mantenere la specificità di ciascun percorso dell’istruzione liceale, tecnica e professionale, anche ai fini dello svolgimento dell’esame di Stato;
  • declinare, nello specifico, il monte ore annuale previsto per l’educazione civica, pari a 33 ore, anche avvalendosi delle quote di autonomia (quindi indicare tematiche e relative discipline in cui le stesse rientrano);
  • definire le relative attività di potenziamento dell’offerta formativa e le attività progettuali;
  • descrivere il legame tra l’educazione civica e le educazioni non del tutto riconducibili a specifiche discipline (educazione stradale, alla salute e al benessere, al volontariato e alla cittadinanza attiva), ponendo particolare attenzione al tema dell’educazione alla cittadinanza digitale, riguardo alla quale le Linee guida recitano: “Le abilità e conoscenze previste si distinguono tra generali (il confronto delle informazioni, le regole per una corretta comunicazione e interlocuzione, il rispetto dell’altro, …) e specifiche (l’identità digitale, il grande tema dei dati, …): si tratta di un terreno nuovo, che pure non poche istituzioni scolastiche hanno iniziato ad esplorare, pur nella consapevolezza delle differenze generazionali e della necessità di approcci differenziati nell’utilizzo, qualitativo e quantitativo, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nella quotidianità scolastica”;
  • aggiornare i criteri di valutazione.

I TEMPI PER LE MODIFICHE AL PTOF: il PTOF, può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre, come detta l’articolo 1, comma 12, della legge 107/2015. Le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa. Il predetto piano contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario, nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche.

Come ricordato dalla nota de MIUR U.0017832.16-10-2018 l’art.3 del DPR275/1999, come novellato dall’art.1, comma 14, della Legge 107/2015, prevede, con termine ordinatorio, che le istituzioni scolastiche predispongano il PTOF entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento e possano rivedere annualmente, sempre entro ottobre, il Piano relativo alla triennalità in corso.

NUCLEI TEMATICI DELL’INSEGNAMENTO. Tre gli assi attorno a cui ruota l’Educazione civica:

–        lo studio della Costituzione

–        lo sviluppo sostenibile

–        la cittadinanza digitale.

Nel rispetto dell’autonomia organizzativa e didattica di ciascuna istituzione scolastica, le Linee guida si sviluppano intorno a tre nuclei concettuali che costituiscono i pilastri della Legge, a cui possono essere ricondotte tutte le diverse tematiche dalla stessa individuate:

  1. COSTITUZIONE, diritto (nazionale e internazionale), legalità e solidarietà. La conoscenza, la riflessione sui significati, la pratica quotidiana del dettato costituzionale rappresentano il primo e fondamentale aspetto da trattare. Esso contiene e pervade tutte le altre tematiche, poiché le leggi ordinarie, i regolamenti, le disposizioni organizzative, i comportamenti quotidiani delle organizzazioni e delle persone devono sempre trovare coerenza con la Costituzione, che rappresenta il fondamento della convivenza e del patto sociale del nostro Paese. Collegati alla Costituzione sono i temi relativi alla conoscenza dell’ordinamento dello Stato, delle Regioni, degli Enti territoriali, delle Autonomie Locali e delle Organizzazioni internazionali e sovranazionali, prime tra tutte l’idea e lo sviluppo storico dell’Unione Europea e delle Nazioni Unite. Anche i concetti di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole comuni in tutti gli ambienti di convivenza (ad esempio il codice della strada, i regolamenti scolastici, dei circoli ricreativi, delle Associazioni…) rientrano in questo primo nucleo concettuale, così come la conoscenza dell’Inno e della Bandiera nazionale.
  2. SVILUPPO SOSTENIBILE, educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio. L’Agenda 2030 dell’ONU ha fissato i 17 obiettivi da perseguire entro il 2030 a salvaguardia della convivenza e dello sviluppo sostenibile. Gli obiettivi non riguardano solo la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali, ma anche la costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il benessere psicofisico, la sicurezza alimentare, l’uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità. In questo nucleo, che trova comunque previsione e tutela in molti articoli della Costituzione, possono rientrare i temi riguardanti l’educazione alla salute, la tutela dell’ambiente, il rispetto per gli animali e i beni comuni, la protezione civile.
  3. CITTADINANZA DIGITALE. Alla cittadinanza digitale è dedicato l’intero articolo 5 della Legge, che esplicita le abilità essenziali da sviluppare nei curricoli di Istituto, con gradualità e tenendo conto dell’età degli studenti. Per “Cittadinanza digitale” deve intendersi la capacità di un individuo di avvalersi consapevolmente e responsabilmente dei mezzi di comunicazione virtuali. Sviluppare questa capacità a scuola, con studenti che sono già immersi nel web e che quotidianamente si imbattono nelle tematiche proposte, significa da una parte consentire l’acquisizione di informazioni e competenze utili a migliorare questo nuovo e così radicato modo di stare nel mondo, dall’altra mettere i giovani al corrente dei rischi e delle insidie che l’ambiente digitale comporta, considerando anche le conseguenze sul piano concreto. L’approccio e l’approfondimento di questi temi dovrà iniziare fin dal primo ciclo di istruzione, con opportune e diversificate strategie; infatti, tutte le età hanno il diritto e la necessità di esserne correttamente informate. Affrontare l’educazione alla cittadinanza digitale non può che essere un impegno professionale che coinvolge tutti i docenti contitolari della classe e del Consiglio di classe.

LA TRASVERSALITA’ DELL’INSEGNAMENTO DELL’EDUCAZIONE CIVICA. Le Linee guida richiamano il principio della trasversalità del nuovo insegnamento, anche in ragione della pluralità degli obiettivi di apprendimento e delle competenze attese, non ascrivibili a una singola disciplina e neppure esclusivamente disciplinari. La prospettiva trasversale dell’insegnamento di educazione civica offre un paradigma di riferimento diverso da quello delle discipline. L’educazione civica supera i canoni di una tradizionale disciplina, assumendo più propriamente la valenza di matrice valoriale trasversale che va coniugata con le discipline di studio, per evitare superficiali e improduttive aggregazioni di contenuti teorici e per sviluppare processi di interconnessione tra saperi disciplinari ed extra-disciplinari.

I nuclei tematici dell’insegnamento, e cioè quei contenuti ritenuti essenziali per realizzare le finalità indicate nella Legge, sono già impliciti negli epistemi delle discipline. Per fare solo alcuni esempi, “l’educazione ambientale, sviluppo ecosostenibile e tutela del patrimonio ambientale, delle identità, delle produzioni e delle eccellenze territoriali e agroalimentari” e la stessa Agenda 2030, cui fa riferimento l’articolo 3, trovano una naturale interconnessione con le Scienze naturali e con la Geografia; l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie si innerva non solo della conoscenza del dettato e dei valori costituzionali, ma anche della consapevolezza dei diritti inalienabili dell’uomo e del cittadino, del loro progredire storico, del dibattito filosofico e letterario.

Nell’articolo 7 della Legge è affermata la necessità che le istituzioni scolastiche rafforzino la collaborazione con le famiglie al fine di promuovere comportamenti improntati a una cittadinanza consapevole, non solo dei diritti, dei doveri e delle regole di convivenza, ma anche delle sfide del presente e dell’immediato futuro, anche integrando il Patto educativo di corresponsabilità ed estendendolo alla scuola primaria.

Le Istituzioni scolastiche sono chiamate, pertanto, ad aggiornare i curricoli di istituto e l’attività di programmazione didattica nel primo e nel secondo ciclo di istruzione, nonché ad individuare nella conoscenza e nell’attuazione consapevole dei regolamenti di Istituto, dello Statuto delle studentesse e degli studenti, nel Patto educativo di corresponsabilità, un terreno di esercizio concreto per sviluppare “la capacità di agire da cittadini responsabili e di partecipare pienamente e consapevolmente alla vita civica, culturale e sociale della comunità” (articolo 1, comma 1 della Legge).

Il testo di legge prevede che l’orario dedicato a questo insegnamento non possa essere inferiore a 33 ore per ciascun anno di corso, da svolgersi nell’ambito del monte ore complessivo annuale previsto dagli ordinamenti, comprensivo della quota di autonomia eventualmente utilizzata. Non si tratta dunque di un contenitore rigido, ma di una indicazione funzionale ad un più agevole raccordo fra le discipline e le esperienze di cittadinanza attiva che devono concorrere a comporre il curricolo di educazione civica. Ogni disciplina è, di per sé, parte integrante della formazione civica e sociale di ciascun alunno.

MONTE ORE ANNUALE E DOCENTI COINVOLTI. Non è contemplata l’ipotesi di ricorrere a personale esterno alla scuola. E’ la stessa Legge 92 all’articolo 2 comma 9 bis a prevedere che “L’intervento previsto non determina un incremento della dotazione organica complessiva e non determina l’adeguamento dell’organico dell’autonomia alle situazioni di fatto oltre i limiti del contingente previsto dall’articolo 1, comma 69, della legge 13 luglio 2015, n. 107”. In via ordinaria le ore di lezione sono svolte, nell’ambito della declinazione annuale delle attività didattiche, da uno o più docenti della classe o del Consiglio di Classe cui l’insegnamento è affidato con delibera del Collegio dei docenti su proposta degli stessi docenti della classe o del consiglio di classe.

Nella scuola primaria e secondaria l’insegnamento trasversale dell’educazione civica:

dall’a.s. 2020/2021 non può essere inferiore a 33 ore annuali (un’ora a settimana) da ricavare nell’ambito dell’attuale monte ore obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per raggiungere il predetto monte ore è possibile avvalersi della quota di autonomia utile per modificare il curricolo; quota non prevista, a livello nazionale, per la primaria e l’infanzia;

è impartito, nella scuola primaria e secondaria di primo grado, in contitolarità, da docenti della classe; nella scuola secondaria di secondo grado da docenti abilitati nell’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, se disponibili nell’organico dell’autonomia.

CONTITOLARITÀ DELL’INSEGNAMENTO E COORDINAMENTO DELLE ATTIVITÀ. La Legge prevede che all’insegnamento dell’educazione civica siano dedicate non meno di 33 ore per ciascun anno scolastico. Sono previste due possibili soluzioni:

  • nelle scuole del primo ciclo l’insegnamento trasversale dell’educazione civica è affidato, in contitolarità, a docenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curricolo, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia;
  • in via ordinaria le 33 ore sono svolte, nell’ambito della declinazione annuale delle attività didattiche, da uno o più docenti della classe o del Consiglio di Classe cui l’insegnamento è affidato con delibera del Collegio dei docenti su proposta degli stessi docenti della classe o del Consiglio di classe;
  • in alternativa, ricorrendo le necessarie condizioni di invarianza di organico, l’insegnamento dell’educazione civica può rientrare nell’utilizzo della quota di autonomia del 20%, configurandosi così uno spazio apposito nell’ambito dell’orario settimanale alla stregua delle discipline del curricolo; questo non dovrà comunque pregiudicare la trasversalità e la corresponsabilità collegiale dell’insegnamento all’interno del team docente e del Consiglio di Classe. Si può dunque ricorrere alla quota dell’autonomia del 20%, ma non variando l’organico.

SCUOLE DEL PRIMO CICLO. Nella scuola dell’infanzia saranno avviate iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile. La legge, inoltre, prevede che gli studenti devono avvicinarsi ai contenuti della Carta costituzionale già a partire dalla scuola dell’infanzia. Nelle scuole del primo ciclo l’insegnamento trasversale dell’educazione civica è affidato, in contitolarità, a docenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curricolo, utilizzando le risorse dell’organico dell’autonomia. Tra essi è individuato un coordinatore, che svolge i compiti di cui all’art. 2, comma 6 della Legge. Il combinato disposto dell’articolo 2, comma 5 e dell’articolo 1, comma 3 del D. Lgs. 62/2017, relativamente al primo ciclo di istruzione, prevede che la valutazione del comportamento “si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i Regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche, ne costituiscono i riferimenti essenziali”.

SCUOLE DEL SECONDO CICLO. Le soluzioni organizzative che le scuole del secondo ciclo possono adottare, in applicazione delle disposizioni di cui all’art. 2, commi 4 e 5 della Legge, potranno essere differenti.

  1. Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia contitolare nel Consiglio di Classe, negli istituti superiori nel cui curricolo siano presenti gli insegnamenti dell’area giuridico-economica, gli sarà affidato l’insegnamento di educazione civica, di cui curerà il coordinamento, fermo restando il coinvolgimento degli altri docenti competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe.
  2. Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia presente in organico dell’autonomia, ma non sia già contitolare del Consiglio di Classe, egli potrà assumere il coordinamento della disciplina per una o più classi, fatta salva la necessità che in esse si crei uno spazio settimanale in cui, anche in compresenza con altri docenti, possa procedere alla didattica dell’educazione civica all’interno della quota oraria settimanale, o all’interno della quota di autonomia eventualmente attivata, nelle modalità approvate dal Collegio dei docenti. Ricorrendo questa casistica, il coordinatore dell’educazione civica, in quanto titolare di un insegnamento aggiuntivo, entra a far parte a pieno titolo del Consiglio o dei Consigli di Classe in cui opera.
  3. Nel caso in cui non vi siano nell’istituto docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridico-economiche, l’insegnamento di educazione civica sarà attribuito in contitolarità a più docenti, competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe. Il coordinamento sarà affidato ad uno dei docenti contitolari dell’insegnamento.

Nel tempo dedicato a questo insegnamento, i docenti, sulla base della programmazione già svolta in seno al Consiglio di classe con la definizione preventiva dei traguardi di competenza e degli obiettivi/risultati di apprendimento, potranno proporre attività didattiche che sviluppino, con sistematicità e progressività, conoscenze e abilità relative ai tre nuclei fondamentali sopra indicati, avvalendosi di unità didattiche di singoli docenti e di unità di apprendimento e moduli interdisciplinari trasversali condivisi da più docenti (UDA).

ASSOLVIMENTO DELLA QUOTA MINIMA ANNUALE DI 33 ORE. I docenti avranno cura di definire il tempo impiegato per lo svolgimento di ciascuna azione didattica, al fine di documentare l’assolvimento della quota oraria minima annuale prevista di 33 ore.

INDIVIDUAZIONE DEL COORDINATORE. Come detto, in via ordinaria le ore di lezione sono svolte, nell’ambito della declinazione annuale delle attività didattiche, da uno o più docenti della classe o del Consiglio di Classe cui l’insegnamento è affidato con delibera del Collegio dei docenti su proposta degli stessi docenti della classe o del consiglio di classe. Il coordinatore viene individuato tra i docenti di classe individuati sulla base dei contenuti del curricolo e sulla base delle indicazioni contenute nella Legge. Nelle scuole del secondo ciclo si dovranno applicare le seguenti indicazioni.

  1. Il caso del docente abilitato in diritto contitolare nel Consiglio di Classe: in questo caso gli sarà affidato l’insegnamento e sarà anche nominato Coordinatore.

Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia contitolare nel Consiglio di Classe, negli istituti superiori nel cui curricolo siano presenti gli insegnamenti dell’area giuridico-economica, gli sarà affidato l’insegnamento di educazione civica, di cui curerà il coordinamento, fermo restando il coinvolgimento degli altri docenti competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe.

  1. Il caso del docente abilitato in diritto non contitolare nel Consiglio di Classe: in questo caso il docente di Diritto è anche Coordinatore di più classi e membro del Consiglio di classe, solo se nell’orario settimanale sarà introdotto l’insegnamento ordinario dell’Educazione civica

Qualora il docente abilitato nelle discipline giuridico-economiche sia presente in organico dell’autonomia, ma non sia già contitolare del Consiglio di Classe, egli potrà assumere il coordinamento della disciplina per una o più classi, fatta salva la necessità che in esse si crei uno spazio settimanale in cui, anche in compresenza con altri docenti, possa procedere alla didattica dell’educazione civica all’interno della quota oraria settimanale, o all’interno della quota di autonomia eventualmente attivata, nelle modalità approvate dal Collegio dei docenti. Ricorrendo questa casistica, il coordinatore dell’educazione civica, in quanto titolare di un insegnamento aggiuntivo, entra a far parte a pieno titolo del Consiglio o dei Consigli di Classe in cui opera.

  1. Mancanza di docenti abilitati in discipline giuridico-economiche: l’insegnamento di educazione civica sarà attribuito in contitolarità a più docenti e tra i docenti del Consiglio di classe dovrà essere individuato il Coordinatore.

Nel caso in cui non vi siano nell’istituto docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridico-economiche, l’insegnamento di educazione civica sarà attribuito in contitolarità a più docenti, competenti per i diversi obiettivi/risultati di apprendimento condivisi in sede di programmazione dai rispettivi Consigli di classe.

L’EVENTUALE COMPENSO PER IL COORDINATORE. L’articolo 2 comma 8 della Legge 92 afferma che dall’attuazione del presente articolo non devono derivare incrementi o modifiche dell’organico del personale scolastico, né ore d’insegnamento eccedenti rispetto all’orario obbligatorio previsto dagli ordinamenti vigenti. Per lo svolgimento dei compiti di coordinamento di cui al comma 5 non sono dovuti compensi, indennità, rimborsi di spese o altri emolumenti comunque denominati, salvo che la contrattazione d’istituto stabilisca diversamente con oneri a carico del fondo per il miglioramento dell’offerta formativa. Da ciò si desume dunque che in sede di contrattazione d’istituto potrà sicuramente esser riconosciuto un compenso accessorio al coordinatore per l’espletamento dell’attività di cui alla Legge 92.

CRITERI DI VALUTAZIONE. La Legge dispone che l’insegnamento trasversale dell’Educazione civica sia oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 62 per il primo ciclo e dal DPR 22 giugno 2009, n. 122 per il secondo ciclo. I Collegi dei docenti integrano i criteri di valutazione degli apprendimenti allegati al Piano triennale dell’offerta formativa con specifici indicatori riferiti all’insegnamento dell’educazione civica, sulla base di quanto previsto al comma 1, al fine dell’attribuzione della valutazione di cui all’articolo 2, comma 6 della legge 20 agosto 2019, n. 92.

Le Linee guida forniscono indicazioni sulle modalità di valutazione che, per la scuola primaria, saranno essere espresse con giudizio descrittivo e non con voto in decimi, secondo quanto disposto dal decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41.

Negli altri ordini di scuola, l’insegnamento dell’educazione civica è oggetto di valutazioni periodiche e finali con l’attribuzione di un voto in decimi, in seguito alla proposta della nuova figura del Coordinatore, che la formulerà acquisendo elementi conoscitivi dagli altri docenti interessati dall’insegnamento.

Il docente cui sono stati affidati compiti di coordinamento acquisisce dal docente della sezione (scuola dell’Infanzia), dai docenti del team pedagogico (Primaria) o del consiglio di classe (secondaria di primo e di secondo grado) gli elementi conoscitivi.

Tali elementi possono essere desunti sia da prove già previste, sia attraverso la valutazione della partecipazione alle attività progettuali e di potenziamento dell’offerta formativa. Sulla base di tali informazioni, il docente propone il voto in decimi da assegnare all’insegnamento di educazione civica.

Il Collegio dei Docenti delle scuole del primo ciclo, in coerenza con il disposto dell’art. 2 del D. Lgs. 62/2017, dovrà esplicitare a quale livello di apprendimento corrisponde il voto in decimi attribuito agli alunni della scuola secondaria di primo grado anche per l’educazione civica. Per gli alunni della scuola primaria il docente coordinatore propone l’attribuzione di un giudizio descrittivo, elaborato tenendo a riferimento i criteri valutativi indicati nel PTOF, che viene riportato nel documento di valutazione.

Per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 la valutazione dell’insegnamento di educazione civica farà riferimento agli obiettivi /risultati di apprendimento e alle competenze che i Collegi docenti, nella propria autonomia di sperimentazione, avranno individuato e inserito nel curricolo di istituto.

A partire dall’anno scolastico 2023/2024 la valutazione avrà a riferimento i traguardi di competenza e gli specifici obiettivi di apprendimento per la scuola del primo ciclo, gli obiettivi specifici di apprendimento per i Licei e i risultati di apprendimento per gli Istituti tecnici e professionali definiti dal Ministero dell’istruzione.

PROPOSTA DI VALUTAZIONE. In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del team o del Consiglio di Classe cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. Tali elementi conoscitivi sono raccolti dall’intero team e dal Consiglio di Classe nella realizzazione di percorsi interdisciplinari. La valutazione deve essere coerente con le competenze, abilità e conoscenze indicate nella programmazione per l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante l’attività didattica.

VALUTAZIONE E SCRUTINI. In sede di scrutinio il docente coordinatore dell’insegnamento formula la proposta di valutazione, espressa ai sensi della normativa vigente, da inserire nel documento di valutazione, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti del team o del Consiglio di Classe cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. Tali elementi conoscitivi sono raccolti dall’intero team e dal Consiglio di Classe nella realizzazione di percorsi interdisciplinari. La valutazione deve essere coerente con le competenze, abilità e conoscenze indicate nella programmazione per l’insegnamento dell’educazione civica e affrontate durante l’attività didattica. I docenti della classe e il Consiglio di Classe possono avvalersi di strumenti condivisi, quali rubriche e griglie di osservazione, che possono essere applicati ai percorsi interdisciplinari, finalizzati a rendere conto del conseguimento da parte degli alunni delle conoscenze e abilità e del progressivo sviluppo delle competenze previste nella sezione del curricolo dedicata all’educazione civica.

Per gli alunni della scuola primaria, in coerenza con quanto disposto dal decreto legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, il docente coordinatore propone l’attribuzione di un giudizio descrittivo, elaborato tenendo a riferimento i criteri valutativi indicati nel PTOF, che viene riportato nel documento di valutazione.

VALUTAZIONE DEL COMPORTAMENTO. In sede di valutazione del comportamento dell’alunno da parte del Consiglio di classe, si può tener conto anche delle competenze conseguite nell’ambito del nuovo insegnamento di educazione civica, così come introdotto dalla Legge, tanto nel primo quanto nel secondo ciclo di istruzione, per il quale il D. Lgs. n. 62/2017 nulla ha aggiunto a quanto già previsto dal D.P.R. n. 122/2009. Il combinato disposto dell’articolo 2, comma 5 e dell’articolo 1, comma 3 del D. Lgs. 62/2017, relativamente al primo ciclo di istruzione, prevede che la valutazione del comportamento “si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i Regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche, ne costituiscono i riferimenti essenziali”. Si ritiene pertanto che, in sede di valutazione del comportamento dell’alunno da parte del Consiglio di classe, si possa tener conto anche delle competenze conseguite nell’ambito del nuovo insegnamento di educazione civica, così come introdotto dalla Legge, tanto nel primo quanto nel secondo ciclo di istruzione.

AMMISSIONE ALLA CLASSE SUCCESSIVA, AMMISSIONE ALL’ESAME DI STATO E CREDITO SCOLASTICO. Il voto di educazione civica concorre all’ammissione alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo e secondo ciclo di istruzione e, per le classi terze, quarte e quinte degli Istituti secondari di secondo grado, all’attribuzione del credito scolastico.

SCUOLA DELL’INFANZIA. L’introduzione dell’educazione civica deve avvenire sin dalla scuola dell’infanzia, in quanto previsto dalla Legge, con l’avvio di iniziative di sensibilizzazione alla cittadinanza responsabile. Tutti i campi di esperienza individuati dalle Indicazioni nazionali per il curricolo possono concorrere, unitamente e distintamente, al graduale sviluppo della consapevolezza della identità personale, della percezione di quelle altrui, delle affinità e differenze che contraddistinguono tutte le persone, della progressiva maturazione del rispetto di sé e degli altri, della salute, del benessere, della prima conoscenza dei fenomeni culturali. Attraverso la mediazione del gioco, delle attività educative e didattiche e delle attività di routine, i bambini potranno essere guidati ad esplorare l’ambiente naturale e quello umano in cui vivono e a maturare atteggiamenti di curiosità, interesse, rispetto per tutte le forme di vita e per i beni comuni. Il costante approccio concreto, attivo e operativo all’apprendimento potrà essere finalizzato anche alla inizializzazione virtuosa ai dispositivi tecnologici, rispetto ai quali gli insegnanti potranno richiamare i comportamenti positivi e i rischi connessi all’utilizzo, con l’opportuna progressione in ragione dell’età e dell’esperienza.

PRIMO CICLO ED INTEGRAZIONI AL PROFILO DELLE COMPETENZE (D.M. n. 254/2012). L’alunno, al termine del primo ciclo:

  • comprende i concetti del prendersi cura di sé, della comunità, dell’ambiente;
  • è consapevole che i principi di solidarietà, uguaglianza e rispetto della diversità sono i pilastri che sorreggono la convivenza civile e favoriscono la costruzione di un futuro equo e sostenibile;
  • comprende il concetto di Stato, Regione, Città Metropolitana, Comune e Municipi e riconosce i sistemi e le organizzazioni che regolano i rapporti fra i cittadini e i principi di libertà sanciti dalla Costituzione Italiana e dalle Carte Internazionali, e in particolare conosce la Dichiarazione universale dei diritti umani, i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica Italiana e gli elementi essenziali della forma di Stato e di Governo;
  • comprende la necessità di uno sviluppo equo e sostenibile, rispettoso dell’ecosistema, nonché di un utilizzo consapevole delle risorse ambientali;
  • promuove il rispetto verso gli altri, l’ambiente e la natura e sa riconoscere gli effetti del degrado e dell’incuria;
  • sa riconoscere le fonti energetiche e promuove un atteggiamento critico e razionale nel loro utilizzo e sa classificare i rifiuti, sviluppandone l’attività di riciclaggio;
  • è in grado di distinguere i diversi device e di utilizzarli correttamente, di rispettare i comportamenti nella rete e navigare in modo sicuro;
  • è in grado di comprendere il concetto di dato e di individuare le informazioni corrette o errate, anche nel confronto con altre fonti;
  • sa distinguere l’identità digitale da un’identità reale e sa applicare le regole sulla privacy tutelando se stesso e il bene collettivo;
  • prende piena consapevolezza dell’identità digitale come valore individuale e collettivo da preservare;
  • è in grado di argomentare attraverso diversi sistemi di comunicazione;
  • è consapevole dei rischi della rete e come riuscire a individuarli.

SECONDO CICLO E INTEGRAZIONI AL PROFILO EDUCATIVO, CULTURALE E PROFESSIONALE DELLO STUDENTE (D. Lgs. 226/2005, art. 1, c. 5, Allegato A). Lo studente, al termine del secondo ciclo di istruzione e formazione, deve dimostrare di aver conseguito le seguenti competenze:

  • conoscere l’organizzazione costituzionale ed amministrativa del nostro Paese per rispondere ai propri doveri di cittadino ed esercitare con consapevolezza i propri diritti politici a livello territoriale e nazionale;
  • conoscere i valori che ispirano gli ordinamenti comunitari e internazionali, nonché i loro compiti e funzioni essenziali;
  • essere consapevoli del valore e delle regole della vita democratica anche attraverso l’approfondimento degli elementi fondamentali del diritto che la regolano, con particolare riferimento al diritto del lavoro;
  • esercitare correttamente le modalità di rappresentanza, di delega, di rispetto degli impegni assunti e fatti propri all’interno di diversi ambiti istituzionali e sociali;
  • partecipare al dibattito culturale;
  • cogliere la complessità dei problemi esistenziali, morali, politici, sociali, economici e scientifici e formulare risposte personali argomentate;
  • prendere coscienza delle situazioni e delle forme del disagio giovanile ed adulto nella società contemporanea e comportarsi in modo da promuovere il benessere fisico, psicologico, morale e sociale;
  • rispettare l’ambiente, curarlo, conservarlo, migliorarlo, assumendo il principio di responsabilità;
  • adottare i comportamenti più adeguati per la tutela della sicurezza propria, degli altri e dell’ambiente in cui si vive, in condizioni ordinarie o straordinarie di pericolo, curando l’acquisizione di elementi formativi di base in materia di primo intervento e protezione civile;
  • perseguire con ogni mezzo e in ogni contesto il principio di legalità e di solidarietà dell’azione individuale e sociale, promuovendo principi, valori e abiti di contrasto alla criminalità organizzata e alle mafie;
  • esercitare i principi della cittadinanza digitale, con competenza e coerenza rispetto al sistema integrato di valori che regolano la vita democratica;
  • compiere le scelte di partecipazione alla vita pubblica e di cittadinanza coerentemente agli obiettivi di sostenibilità sanciti a livello comunitario attraverso l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile;
  • operare a favore dello sviluppo eco-sostenibile e della tutela delle identità e delle eccellenze produttive del Paese;
  • rispettare e valorizzare il patrimonio culturale e dei beni pubblici comuni.

FORMAZIONE DEI DOCENTI. In fase di prima attuazione, il Ministero dell’Istruzione predispone specifiche azioni formative e misure di accompagnamento e supporto destinate ai dirigenti scolastici e ai docenti delle istituzioni scolastiche. L’articolo 6 della Legge 92 afferma che il Piano nazionale della formazione dei docenti, di cui all’articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, è aggiornato al fine di comprendervi le attività di cui al primo periodo. Al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse e di armonizzare gli adempimenti relativi alla formazione dei docenti, le istituzioni scolastiche effettuano una ricognizione dei loro bisogni formativi e possono promuovere accordi di rete nonché, in conformità al principio di sussidiarietà orizzontale, specifici accordi in ambito territoriale. La formazione pertanto interesserà certamente il personale chiamato ad effettuare l’insegnamento scolastico dell’educazione civica.

RESPONSABILITA’ DEL DIRIGENTE SCOLASTICO. Il comma 7 dell’articolo 2 della Legge 92 afferma che il dirigente scolastico verifica la piena attuazione e la coerenza con il Piano triennale dell’offerta formativa.